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ESERCIZIO FISICO E GRAVIDANZA Cosa dicono le evidenze scientifiche?

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CORSO DI ACQUAMOTRICITA’ PRENATALE 

SOMMA LOMBARDO (VA), 24 NOVEMBRE 2013 

Giulia Colombo 

 

ESERCIZIO FISICO E GRAVIDANZA 

Cosa dicono le evidenze scientifiche? 

 

Introduzione 

Gli esercizi e il fitness hanno guadagnato notevole popolarità negli ultimi anni, assumendo un ruolo chiave 

nella vita di molte donne. L’attività fisica e la riproduzione sono eventi normali della vita e, per una donna 

in salute, combinare esercizio fisico e gravidanza sembra portare benefici in ambito di salute sia a lei che al 

suo bambino. Gli effetti dell’esercizio su una donna gravida sono stati oggetto di numerosi studi e ricerche. 

Gli studi hanno dimostrato, nella maggior parte dei casi, che il movimento in gravidanza è sicuro sia per la 

madre che per il feto e raccomandano di iniziare o continuare l’attività fisica durante tutta la gravidanza per 

avere benefici in termini di salute. Inoltre si riconosce che la gravidanza è un periodo di modificazioni del 

comportamento e dello stile di vita materno e non deve essere considerata un motivo per giustificare 

l’inattività. Per la prima volta le raccomandazioni suggeriscono un possibile ruolo dell’attività fisica nella 

prevenzione e nel controllo del diabete gestazionale e promuovono l’esercizio anche per le donne che 

hanno una vita sedentaria e in caso di complicanze ostetriche, ma solo sotto stretto controllo medico. I 

benefici per la salute dell’attività fisica sono riconosciuti, così come è noto che le abitudini di vita sedentarie 

e i bassi livelli di fitness cardiorespiratorio sono connessi ad un aumentato rischio di patologia 

cardiovascolare. 

Modificazioni fisiologiche associate alla gravidanza e impatto sull’attività fisica 

Le modificazioni fisiologiche associate alla gravidanza sono note e i professionisti sanitari devono essere in 

grado di guidare le donne nell’esercizio fisico alla luce di questi cambiamenti. Durante la gravidanza, le 

modificazioni muscolo scheletriche potrebbero potenzialmente aumentare il rischio di traumi durante 

l’attività fisica. Il cambiamento più evidente è l’aumento di peso che può aumentare la forza esercitata a 

livello articolare durante esercizi come la corsa. Questo incremento potrebbe causare problemi alle 

articolazioni o peggiorare situazioni già critiche. Nonostante non vi siano numerose evidenze scientifiche 

che dimostrino un aumento dei disturbi all’apparato muscolo scheletrico in gravidanza, è bene non 

sottovalutare questo aspetto quando si raccomanda l’esercizio fisico alle donne gravide. In gravidanza 

molte donne sviluppano una lordosi che contribuisce in maniera importante (50%) al dolore lombare; a 

causa di questo discomfort le donne tendono a bilanciare il peso, cambiando la postura e predisponendosi 

a perdita di equilibrio e aumentato rischio di cadute. Un altro cambiamento nel sistema muscolo 

scheletrico riguarda la lassità dei legamenti, dovuta al progesterone e alla relaxina, che comporta una 

ipermobilità delle giunture. 2 

 

Per quanto riguarda la temperatura corporea, sia l’attività fisica che la gravidanza tendono ad aumentare il 

consumo metabolico con conseguente rialzo termico. E’ dimostrato che temperature superiori a 39.2°C 

sono potenzialmente teratogene per il feto. Si suggerisce quindi alle donne di mantenere un adeguato 

apporto di liquidi e di evitare di svolgere esercizio fisico in condizioni climatiche calde e umide. I dati sugli 

effetti del rialzo termico materno durante l’attività fisica rimangono limitati. 

La gravidanza induce profonde modificazioni emodinamiche nella donna. Si ha un aumento del volume 

ematico, dei battiti cardiaci, della gittata cardiaca, ed una diminuzione delle resistenze vascolari. La 

pressione arteriosa diminuisce nel secondo trimestre e poi gradualmente tende a ristabilirsi su livelli 

pregravidici verso il termine di gravidanza. Questi cambiamenti emodinamici sono necessari a garantire un 

corretto apporto di nutrienti e ossigeno al feto e sono influenzati dalla postura materna. Infatti dopo il 

primo trimestre, la posizione supina ostruisce il ritorno venoso e decresce la gittata cardiaca, comportando 

un ridotto apporto di ossigeno al feto. Per questi motivi, andrebbero evitati tutti gli esercizi fisici che 

prevedono tale posizione. 

La gravidanza è associata a profondi cambiamenti del sistema respiratorio: aumenta del 50% la ventilazione 

al minuto, come risultato dell’aumento del volume corrente. Ciò comporta un rialzo dell’ossigenazione 

materna; si riduce quindi la possibilità della donna di svolgere attività fisica aerobica. 

Risposta fetale all’attività fisica materna 

Nelle gravidanze non complicate, l’attività fisica non comporta danni per il feto. I rischi sono 

esclusivamente ipotetici. La domanda principale a cui si deve rispondere è se la ridistribuzione del flusso 

sanguigno durante un’attività fisica prolungata e regolare in gravidanza interferisca con il trasporto 

transplacentare di ossigeno e nutrienti. E’ dimostrato che in caso di sofferenza fetale, si sviluppa una 

iniziale ipossia ed un aumento della pressione arteriosa fetale. Queste risposte sono meccanismi protettivi 

che permettono al feto di aumentare il trasporto di ossigeno e diminuire l’anidride carbonica a livello 

placentare. Tali alterazioni portano a modificazioni della frequenza cardiaca fetale (FHR)e possono risultare 

in una restrizione di crescita intrauterina. Nella maggior parte degli studi presi in esame la FHR non ha 

mostrato aumenti significativi durante l’esercizio fisico materno. Il peso alla nascita non risulta influenzato 

dall’attività fisica materna in gravidanza nelle donne con un adeguato apporto nutrizionale. 

Inoltre una moderata attività fisica riduce il rischio di parto pretermine; tuttavia sono necessari ulteriori 

studi per determinare la minima attività necessaria a garantire un effetto protettivo. 

Screening medici prima dell’attività fisica 

In assenza di controindicazioni, una gravida dovrebbe essere incoraggiata a svolgere regolare e moderata 

attività fisica per continuare ad avere benefici in termini di salute. Tuttavia ci sono controindicazioni 

all’esercizio fisico a causa di problemi preesistenti o che si sviluppano durante la gravidanza. Inoltre 

possono svilupparsi alcune complicanze ostetriche che precludono alla donna l’attività fisica. Le donne 

gravide sane, senza fattori di rischio, possono svolgere moderata attività fisica, previo consulto medico. 

Devono svolgere tutti gli esami previsti per la gravidanza e non necessitano di ulteriori controlli in assenza 

di complicazioni. 

Le controindicazioni assolute all’esercizio fisico in gravidanza includono: 

• patologie cardiache con instabilità emodinamica ; 

• disturbi polmonari; 

• cerchiaggio cervicale; 3 

 

• gravidanza multipla a rischio di parto pretermine; 

• sanguinamenti persistenti nel II e III trimestre ; 

• placenta previa dopo 26 settimane; 

• travaglio pretermine; 

• rottura delle membrane; 

• ipertensione gravidica . 

Controindicazioni relative all’attività fisica in gravidanza, per le quali è necessaria una supervisione medica, 

sono: 

• anemia severa; 

• aritmia cardiaca materna; 

• bronchite cronica; 

• diabete mellito di tipo 1; 

• obesità estrema; 

• BMI< 12; 

• storia di vita sedentaria; 

• IUGR; 

• ipertensione o preeclampsia; 

• disturbi ortopedici; 

• disturbi della tiroide; 

 fumo. 

Le donne che svolgono attività fisica in gravidanza dovrebbero smettere di fare esercizio fisico e consultare 

tempestivamente un medico in caso di: 

• sanguinamento vaginale; 

• dispnea; 

• vertigini; 

• cefalea; 

• dolore al petto; 

• affaticamento muscolare; 

• dolore al polpaccio; 

• travaglio pretermine; 

• riduzione dei movimenti attivi fetali; 

• perdita di liquido amniotico. 

Le donne che svolgono attività sportiva a livello agonistico possono continuarla ma devono programmare 

controlli ostetrico-ginecologici più ravvicinati. Inoltre queste atlete devono essere informate che i 

cambiamenti fisiologici associati alla gravidanza possono aumentare il rischio di incidenti e traumi. La lunga 

durata degli allenamenti, la frequenza e l’intensità possono comportare un rialzo termico notevole, che 

potrebbe danneggiare il feto se non si prendono le dovute precauzioni quali un’idratazione adeguata e il 

mantenimento del microclima ambientale. A causa dell’elevata attività fisica materna, il peso del neonato 

alla nascita potrebbe essere ridotto, senza tuttavia essere classificato come “basso peso alla nascita”. 

Le donne gravide con diabete, obesità o ipertensione dovrebbero avere un piano di esercizi personalizzato. 

Studi epidemiologici suggeriscono che l’attività fisica potrebbe essere di beneficio nella prevenzione del 

diabete gestazionale in particolare nelle donne obese, ma non in donne normopeso. L’ American Diabetes 4 

 

Association ha stabilito che l’esercizio fisico è una terapia utile per controllare la glicemia nelle gravide per 

le quali la sola dieta ipoglucidica non è sufficiente. 

Benefici dell’attività fisica in gravidanza 

I benefici dell’attività fisica in gravidanza sono riscontrabili sia a livello fisico che psicologico. Molti disturbi 

della gravidanza come l’affaticamento, le varici e gli edemi sembrano ridursi nelle donne che svolgono 

esercizio fisico. Inoltre le donne sperimentano meno insonnia, stress, ansia e depressione. Le evidenze 

scientifiche dimostrano che le donne che svolgono attività fisica volta all’aumento della resistenza, hanno 

travagli più brevi e minori complicanze ostetriche. Le donne dovrebbero considerare gli effetti di uno stile 

di vita sedentario durante la gravidanza, che comporta perdita del tono muscolare, aumento di peso 

eccessivo, rischio aumentato di diabete gestazionale, varici, dispnea, dolore lombare. Le evidenze 

suggeriscono inoltre che l’attività fisica ha un effetto protettivo sui disturbi coronarici, sull’osteoporosi e 

l’ipertensione; e riduce il rischio di cancro al colon e al seno. 

Quali esercizi evitare? 

Le donne dovrebbero evitare tutti gli esercizi che prevedono la posizione supine, in particolare dopo la 16 

settimana, perché tali posizioni favoriscono l’insorgenza della sindrome ipotensiva. Non sono consigliati gli 

sport di grande contatto fisico come kickboxing, judo o rugby,perché vi è un rischio aumentato di traumi 

addominali. Gli operatori dovrebbero informare le gravide che è necessario porre particolare attenzione 

mentre si eseguono esercizi in cui vi è la possibilità di cadere o perdere l’equilibrio, come per l’equitazione, 

lo sci, la ginnastica o il ciclismo. Le immersioni subacquee dovrebbero essere evitate durante tutta la 

gravidanza perché il feto non è protetto contro la decompressione che potrebbe portare ad una embolia. 

Le donne non dovrebbero svolgere attività fisica ad altitudini superiori a 2500m, fino a quando il sistema 

respiratorio non è abituato. 

Come accertarsi di non esagerare con l’attività fisica? 

Per accertarsi di non esagerare con l’attività fisica è necessario fare sempre un riscaldamento iniziale e un 

raffreddamento prima di terminare l’esercizio. Si può consigliare alla donna di fare ‘talk test’: durante 

l’esercizio, se è in grado di conversare significa che il ritmo dell’attività fisica è corretto; se invece fatica a 

parlare significa che si sta allenando troppo strenuamente. Esiste anche una scala di autovalutazione, la 

‘Borg Scale of Perceived Exertion’. Questa scala permette di valutare autonomamente quanto ci si sta 

allenando, assegnando un punteggio da 6 a 20. La donna può anche monitorare la sua frequenza cardiaca e 

valutare se sta svolgendo attività aerobica o anaerobica. La zona target della frequenza cardiaca dipende 

dall’età del soggetto e dall’allenamento personale. 

Che tipo di allenamento seguire? 

Il programma di allenamento dovrebbe permettere alla donna di rimanere in forma durante la gravidanza 

piuttosto che aumentare la massa muscolare o preparare ad una competizione. Per alcune donne questo 

significa adattarsi ad una routine meno intensa, per altre invece vuol dire introdurre degli esercizi nel 

proprio stile di vita. Lo sviluppo di un programma di allenamento deve prendere in considerazione il livello 

di fitness, incluso quanti esercizi e quanto spesso si è abituati a svolgerli. Dovrebbe essere basato sulla 

forma fisica di ognuno, e sullo stile di vita (sedentario, moderata attività fisica, atletico). Un trainer 

specializzato dovrebbe creare un programma personalizzato che includa: 

• quale tipologia di esercizi svolgere; 

• la durata di ciascuna sessione di allenamento; 

• il numero di esercizi per ogni sessione; 5 

 

• l’intensità dell’esercizio. 

Le tipologie di esercizio fisico consigliate in gravidanza sono: 

● Esercizio aerobico, o cardiovascolare; permette di aumentare la frequenza cardiaca, il sangue circola più 

velocemente e più ossigeno raggiunge i muscoli. Il nuoto, la corsa, l’acquagym, la danza e la camminata 

veloce sono tipologie di esercizio aerobico. 

● Esercizio di forza. Permette di migliorare la forma fisica e prevede movimenti lenti e controllati. 

Le donne che non sono abituate a svolgere attività fisica dovrebbero iniziare il programma di allenamento 

con esercizi aerobici per non più di 15 minuti, tre volte la settimana, aumentando gradualmente fino ad un 

massimo di 30 minuti, quattro volte la settimana o giornalmente. Le donne che si allenavano regolarmente 

prima della gravidanza dovrebbero essere in grado di mantenere la stessa intensità di esercizio senza che 

ciò comporti un rischio per il feto. Man mano che la gravidanza prosegue, è consigliato ridurre l’attività 

globale. 

Conclusioni 

 Una revisione delle evidenze scientifiche dimostra che, nella maggior parte dei casi, l’attività fisica in 

gravidanza è sicura per madre e feto e le donne dovrebbero essere incoraggiate a iniziare o continuare 

queste attività. La gravidanza non dovrebbe essere un momento di isolamento e inattività e le donne con 

gravidanze non complicate dovrebbero essere invitate dai loro medici a fare movimento. Le persone che 

svolgono moderata attività fisica e le atlete con gravidanze normali possono continuare gli allenamenti 

modificando gli esercizi abituali con altri più adatti alla nuova situazione. Tutte le gravide dovrebbero fare 

periodici controlli presso il medico curante per valutare gli effetti dell’attività fisica e il benessere fetale. L e 

donne con gravidanze complicate o con patologie mediche dovrebbero essere esaminate attentamente 

prima di decidere se e che tipo di esercizi consigliare di svolgere. Nonostante la gravidanza sia associata a 

numerosi cambiamenti anatomici fisiologici, l’esercizio presenta rischi minimi e noti benefici per la maggior 

parte delle donne. 

Riferimenti bibliografici 

ACOG, Committee Opinion no. 267: exercise during pregnancy and the postpartum period. Obstet Gynecol 

2002;99:171–3. 

American College of Sports Medicine, ACSM’s guidelines for exercise testing and prescription. 6th

 ed. 

Philadelphia: Lippincott, Williams and Wilkins, 2000 

Istituto Superiore di Sanità, Sistema Nazionale Linee Guida, Linea Guida N° 20: Gravidanza Fisiologica. 2011 

President’s Council on Physical Fitness and Sports, Physical Activity During Pregnancy and Postpartum: 

What Have We Learned? Series 10, No. 3 Dec. 2009 

R. Artal, M. O’Toole, Guidelines of the American College of Obstetricians and Gynecologists for exercise 

during pregnancy and the postpartum period. Br J Sports Med 2003;37:6–12 

Royal College of Obstetricians and Gynaecologists, Exercise in pregnancy, statement n°4, 2006 

Royal College of Obstetricians and Gynaecologists, Recreational exercise and pregnancy: information for 

you. 2006 

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