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GIOCO … E LIBERTA’ … IN UN LIQUIDO AMICO

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 GIOCO … E LIBERTA’ … IN UN LIQUIDO AMICO

PREMESSA

 

Ognuno di noi, ha continuamente occasione di incontro con l’altro che può essere diverso da noi per cultura, religione, lingua , modi di pensare, di comportarsi ecc.. Ed è per questo motivo che mi soffermerò sul tema del  gioco sul suo valore a volte dimenticato, sul rapporto profondo che, invece esiste tra gioco e la cultura di appartenenza e quindi sull’importanza che deriverebbe dal “trasformare” il gioco in un momento di aggregazione interculturale. Fortunatamente sono i bambini che ci vengono incontro per affrontare questa problematica: la spontaneità, la mancanza di pregiudizi rendono l’incontro molto naturale e produttivo.

DEFINIZIONE DI GIOCO

 

Possiamo definire il gioco come una struttura dove le varie componenti psicologiche, biologiche, sociali, di contesto … assumono alternativamente ma sempre in maniere contemporanea ruoli da protagoniste. Attraverso il gioco l’uomo si ritrova e si riconosce riuscendo a liberare la propria mente da quello che può essere il giudizio altrui e la possibilità di scaricare la propria istintualità ed emotività.

… L’uomo gioca solo quando è uomo

nel pieno significato della parola ed

è completamente uomo solo quando gioca …(Shiller)

Le parole del poeta esprimono con decisione lo strettissimo rapporto tra uomo e gioco. Tutti gli uomini grandi o piccoli che siano, giocano. Il bambino che cresce usa il gioco per la formazione della coscienza e la scoperta della realtà. Già verso la fine del secolo scorso il gioco, è stato fatto oggetto di studio particolare da parte della psicologia infantile. Nel periodo senso- motorio che copre i primi due anni di vita dell’individuo,il gioco secondo il psicologo Piaget, è l’attività principale del bambino per lo sviluppo cognitivo e l’imitazione. Giocare è un’esperienza tipica dell’infanzia che avviene spontaneamente e nonostante la naturalezza per cui si presenta essa riveste un ruolo fondamentale nello sviluppo psicologico del bambino.

… Dentro ogni adulto si nasconde un bambino che ha voglia di giocare … (F.Nietzsche)

In questa fascia d’età si osserva il gioco d’esercizio che ha sempre più il carattere di una vera e propria esplorazione del mondo circostante che diventa banco di prova delle capacità senso-motorie. L’esplorazione e l’azione sugli oggetti, crea una mobilità degli schemi cognitivi che risulta di grandissima importanza per la crescita psicologica. (Piaget)

GIOCO COME CONTESTO

 

Affronto il tema del contesto inteso sia come situazione all’interno della quale vivere specifici fenomeni (cognitivi o sociali)sia rapporto alle circostanze nell’ambito delle quali le condotte ludiche hanno luogo (animatore, luogo). La qualità del gioco, la quantità dei materiali,le caratteristiche dei luoghi e la competenza dell’istruttore influenzano a tal punto da “influenzare” tutte le disposizioni psicologiche che sono state elencate rendendo il contesto non un fattore esterno al gioco ma costituendone una componente intrinseca che richiede attenzione e professionalità  é chiaro però che le attività ludiche si modificano via via , di pari passo con il loro sviluppo intellettivo e psicologico.

LIQUIDO AMICO = LIQUIDO AMNIOTICO = ACQUA

           

Ho parlato di caratteristiche dei luoghi … ora per un attimo vi scrivo il significato di liquido amniotico:una culla d’acqua che lo ripara, lo protegge, lo nutre e lo coccola per tutti i nove mesi. Composto da gran parte di acqua. Io penso che ci sia un grande rapporto tra liquido amniotico e acqua. Non c’è cosa più bella che proiettare il gioco in un liquido che somiglia molto a quello che per nove mesi lo ha protetto … vivere questo ambiente giocando con piacere, libertà ed allegria come solo lui sa, senza costrizioni grazie alla mano guida di mamma e papà.

Al nono mese in nostro bebè, nuota come un pesciolino in un litro circa di liquido amniotico, cha a partire dalla trentottesima  settimana di gestazione diminuirà annunciando la prossima nascita … Proprio in questa prima fase di crescita, conservare la memoria del “nido”prenatale con appropriati corsi di acquaticità; gli esercizi acquatici infatti non solo fortificano il corpo del bebè, ma arricchiscono di intimità, piacere e confidenza la relazione tra bimbo e genitori. L’acqua è il luogo dove l’amore si amplifica e dove la vita prende forma … Fin dai primissimi giorni di vita il bambino può mantenere vivo il contatto con l’acqua, anzi i bambini cresciuti con un costante contatto sono più precoci nelle tappe evolutive … sviluppano in modo sano il cuore, polmoni e apparato scheletrico - muscolare, sviluppano l’attenzione e la coordinazione, non fa perdere al bebè il riflesso di apnea.

L’educazione psicomotoria in acqua prevede tra le altre cose,lo sviluppo del riflesso di prensione,per questo viene utilizzata la tecnica delle brachiazioni,usando attrezzi come anelli bastoni oppure le mani stesse del genitore,il piccolo così imparerà ad afferrare gli oggetti per studiarli,scuotendoli,osservandoli,portandoli alla bocca ed infine assaggiandoli. In acqua i bambini si esprimono attraverso il movimento e l’istinto che sono forme di comunicazione non verbali ma molto significative. A sostenere il genitore in questo magnifico viaggio attraverso l’acqua troviamo l’educatore, l’istruttore che oltre ad essere tale è soprattutto una persona che in primis deve sentirsi parte  dell’ambiente acquatico, che sperimenta in acqua dondolii, posizioni e ondulazioni cercando di entrare in sintonia con il bambino e genitore trasmettendo emozione e fiducia, Io penso che quando si entra in acqua con passione, creatività, voglia di comunicare e insegnare, l’istruttore diventa una figura di riferimento con degli obiettivi e regole da rispettare e riconoscere che i suggerimenti più preziosi vengono dai piccoli allievi. A me capita di osservare i bimbi in acqua e agire di conseguenza lasciandomi sorprendere, emozionare e provare un po’ di sano divertimento e di amare senza condizioni. Per capire il senso delle cose è necessario ASCOLTARE; OSSERVARE … è necessario essere coinvolti predisposti e aperti .Giocando,il bambino ha la possibilità di provare  a diventare adulto, l’adulto a diventare adulto maggiormente consapevole del proprio ruolo.

Impostazione di una lezione:

.Ambientamento a secco..(elemento principale dell’attività,deve essere lasciato tranquillo),ambientamento in acqua;

.Esplorazione;

.Stimolazione motoria e sensoriale;

.Immersioni,gioco libero;

.Rilassamento;

.Massaggio del corpo (strumento per ricreare condizioni familiari).

IL BAMBINO IN ACQUA HA DIRITTO A :

.Raggiungere l’autonomia nel rispetto dei propri tempi e senza essere prigioniero delle aspettative.

I GENITORI HANNO DIRITTOA:                                                                 

.Ricevere dall’educatore informazioni e spiegazioni pedagogiche e didattiche;

.Conoscere la formazione professionale degli operatori;

.Essere rispettati nel loro ruolo parentale;

.Essere istruiti sulla prevenzione degli incidenti.

 

CONCLUSIONI

Dai bimbi si può imparare a non andare di fretta, a osservare il mondo come uno spettacolo diverso,

apprezzare un sorriso, ricambiandolo con spontaneità, piangere e ridere nello stesso momento. Concludo

dicendo che l’acqua permette al neonato di muovesi nelle tre dimensioni, l’acqua è certamente l’ambiente

in cui il bambino, a rigor di logica, dovrebbe trovarsi maggiormente a suo agio quindi non abbiate paura e

affidatevi all’acqua, perché l’acqua è vita … perché l’acqua fa bene.

 

 

 

 

 

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