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Educazione perineale in gravidanza: contributo dell'acquaticità

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EDUCAZIONE PERINEALE IN GRAVIDANZA:
IL CONTRIBUTO DELL’ACQUATICITÀ

di Giorgia Brambilla
Ostetrica e Bioeticista

 

Parte I

Capitolo I

§ I.1 Anatomia e Fisiologia del perineo
Il perineo femminile è costituito dalle parti molli che chiudono in basso la cavità pelvica e dal tratto distale degli apparati urogenitale e digerente. La regione, interposta fra le due cosce, ha una forma a losanga, il cui maggior asse si estende dalla sinfisi pubica al coccige e il minore fra le due tuberosità ischiatiche[1]. La porzione anteriore e quella posteriore sono convenzionalmente divise dalla linea che unisce le tuberosità ischiatiche.

I diversi piani organici che gli appartengono sono attraversati lungo l’asse mediano da tre condotti che diventano beanti solo durante i momenti funzionali: l’uretra, la vagina e il retto.
È diviso in due triangoli da un insieme di muscoli formato dai muscoli perineali traverso superficiale e profondo, che decorrono trasversalmente fra le due tuberosità ischiatiche. Il perineo può considerarsi un diaframma continuo che ha la funzione di sostenere il peso degli organi pelvici e dell’addome e, durante la gestazione, il peso dell’utero gravidico[2]. Per fare ciò, i muscoli e le aponeurosi che costituiscono il perineo posseggono un’adeguata architettura strutturale.

La regione tra la vagina e l’ano è il perineo clinico[3]. La cute e i muscoli di questa regione sono quelli che possono lacerarsi durante il parto. Questi danni si traducono in un indebolimento funzionale del perineo che diviene così incapace di sostenere gli organi intrapelvici. Ecco perché le lesioni perineali hanno una notevole importanza nella patogenesi del prolasso genitale e della vescica irritabile[4].
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