Scuola istruttori nuoto in gravidanza e neonatale

Catalogo Corsi

Gardaland 1993

Delfini neonati

Il nostro Spot Sangemini

L'operatore e la diade Madre-Bambino

E-mail Stampa
Valutazione attuale: / 2
ScarsoOttimo 


La scelta dell'argomento trattato nella tesina nasce dall'interesse personale per l'argomento " DIADE  M-B" ma soprattutto da una riflessione più strutturante legata al lavoro dello psicomotricista.

L'ho iniziata soffermandomi sull'importanza del rapporto affettivo M-B e su come tale rapporto può influenzare le future interazioni con  gli altri individui.

I primi rapporti diadici sono alla base dell'evoluzione della personalità del bambino . Tali rapporti esprimono sentimenti , bisogni , vengono vissuti sulla base di una comunicazione non verbale , quella che si instaura tra M-B soprattutto nel primo anno di vita. Da tale comunicazione si svilupperà il linguaggio del corpo , che ha un  codice proprio e che resterà attivo per tutta la vita , in ogni tipo di relazione , mai soppiantato del tutto dal linguaggio verbale.

Ho "toccato" brevemente l'opera di Bowlby che evidenzia come tutto lo sviluppo del bambino sia strettamente interdipendente con la madre e come questo influenzerà anche le relazioni allargate agli altri membri della famiglia , della scuola , della società.

L'interesse dello psicoanalista inglese John Bowlby  parte dallo studio , nel bambino , delle deprivazioni e delle separazioni dalla figura materna.

Egli dimostra che i bambini , come gli adulti , manifestano intense emozioni di dolore e di rabbia di fronte a tale evento ; inoltre dimostra che una lunga separazione del bambino dalla madre può condurre alla nevrosi o alla delinquenza .

Il suo proposito è stato quello di studiare la natura del legame M-B ed analizzare come tale rapporto si sviluppi.

Prendendo come modello di riferimento la teoria etologica di Lorenz (1949) resta colpito in particolare dal concetto di "imprinting", ossia da quel fenomeno secondo il quale piccole oche, dalla nascita, seguono la madre o un suo surrogato mostrando segni simili all'angoscia quando sono separati da lei, indipendentemente dal fatto che essa fornisca loro del cibo o meno.

Bowlby ritiene che le due teorie psicoanalitiche sul rapporto M-B siano "seriamente difettose". Secondo la teoria pulsionale di Freud il legame che unisce madre e figlio non è altro che la "libido".

Secondo tale teoria ,il bambino appena nato è nella fase del "narcisismo primario" e sperimenta una crescita di tensione. Il succhiare  il seno è l'espressione della sua sessualità infantile per cui la madre gli fornisce il veicolo per la scarica della "libido".

Se la madre o il suo seno è assente , nel bambino cresce la tensione dovuta alla libido non scaricata , che viene da lui avvertita come angoscia. Quindi il bambino impara ad amare la madre perché lo nutre e in tal modo gli riduce la tensione.

Questo bisogno di un oggetto indipendente dal cibo e "primario"come lo è il bisogno di calore (1958).

Bowlby definisce questo bisogno "oggetto di legame" e pone  in evidenza come succhiare, abbracciare, piangere e sorridere siano tutte risposte istintuali che hanno la funzione di legare il bambino alla madre e reciprocamente contribuiscono a legare la madre al bambino.

Nell'ambito dei suoi studi cerca di sostituire il termine "attaccamento" alla parola "dipendenza" .

Il termine dipendenza deriva dall'idea che un bambino si leghi alla madre perché dipende da lei come fonte di gratificazione fisiologica. Invero " l'essere attaccati alla figura materna" e " l'essere dipendenti da essa" hanno un significato molto diverso. Infatti , nelle prime settimane di vita , il bambino dipende certamente dalle cure della madre, ma non è ancora attaccato a lei. Viceversa, un bambino di due o tre anni che viene accudito da persone estranee può mostrare segni più chiari del suo persistente attaccamento alla madre, anche se in quel momento non dipende da lei . In altre parole "dipendenza" si riferisce alla situazione in cui un individuo si appoggia ad un altro per quanto riguarda la propria esistenza , ed ha quindi una connotazione funzionale; mentre il termine "attaccamento" si riferisce ad una forma di comportamento.

Come conseguenza di questi diversi significati , vediamo che mentre la dipendenza è massima alla nascita e diminuisce più o meno costantemente fino alla maturità, l'attaccamento è del tutto assente alla nascita e non si evidenzia intensamente fino a dopo i 6 mesi.

L'attaccamento è un legame reciproco ed emotivo, ed è espresso con una serie di comportamenti intenzionalmente rivolti verso la persona scelta come figura di attaccamento.

Bowlby distingue due classi di comportamenti di attaccamento: il "comportamento di segnalazione" (il pianto, il sorriso , la vocalizzazione)  e il "comportamento di accostamento" (aggrapparsi, seguire).

I modelli di comportamento che contribuiscono all'attaccamento sono il succhiare , il piangere, il sorridere ecc....

Due di queste reazioni, il pianto e il sorriso , tendono ad attirare e a mantenere la madre vicina al bambino; altre due, il seguire e l'aggrapparsi alla madre hanno l'effetto di avvicinare il bambino alla madre e di mantenerlo presso di lei.

Pertanto entrambe le classi di comportamento svolgono la funzione di assicurare contatto fisico e vicinanza.

Il genitore per il bambino è un porto sicuro da cui parte per l'avventura di esplorare la stanza accanto o l'edificio accanto e a cui ritorna ogni tanto per rifornirsi emotivamente (Mahler,1968).

Se però le reazioni ai comportamenti di segnalazione del bambino non sono state adeguate (non predicabili, lente, di  maltrattamento, oppure non conformi alle aspettative del bambino) questi si sente insicuro ed è meno probabile che usi la madre come base per esplorare un ambiente estraneo.

In riferimento a ciò la Ainsworth ha identificato tre tipi di relazione M-B . Il  neonato con uno stile di "attaccamento sicuro" ha generalmente un genitore che risponde ai suoi bisogni e che manifesta emozioni positive quando interagisce con lui. Questi bambini  hanno fiducia nella madre, non hanno paura di essere abbandonati e si sentono valorizzati ed accettati.

I bambini con uno stile di "attaccamento di rifiuto" generalmente hanno un genitore distaccato e freddo, che respinge i tentativi del bambino di stabilire un ‘intimità. Questi, pur desiderando la vicinanza di chi lo cura , impara a sopprimere tale bisogno , come se sapesse che i suoi tentativi di stabilire un'intimità verranno rifiutati.

Il bambino con uno stile di attaccamento "ansioso/ambivalente" ha un genitore che ha un  comportamento affettivo incoerente quanto eccessivo. Solitamente si tratta di bambini ansiosi, in quanto non riescono a prevedere quando e come la madre o il padre risponderà ai loro bisogni.

L'idea chiave della teoria dell'attaccamento è che il particolare stile di attaccamento che si apprende da bambini viene generalizzato a tutte le relazioni con altre persone. Una persona sicura svilupperà relazioni mature e durature; quella che ha sperimentato uno stile di rifiuto sarà meno capace di avere fiducia negli altri e di stabilire delle relazioni intime; quella infine che ha subito uno stile ansioso/ambivalente vorrebbe provare intimità con il proprio partner , ma ha paura che le sue attenzioni non vengano ricambiate.

In breve , il tipo di aspettative che si sono apprese dalla relazione con il genitore , continua a rimanere , influenzando le relazioni adulte nel corso di tutta la vita.

Inoltre riporto con positività l'esperienza teorica e successivamente pratica (tirocinio) del corso di "ACQUAMOTRICITA' NEONATALE" svolto il 12 Maggio all' Università dell'Acqua, Roma.  

L'acquamotricità rappresenta un'occasione d' incontro e crescita per bambino e genitore.

Il corso d'acquamotricità neonatale è rivolto ai bambini dai 3 mesi ai 4 anni, permette di sviluppare forza e resistenza , aumenta l'agilità , la coordinazione motoria , rilassa , risveglia l'attenzione , la consapevolezza . Si tratta di un'insieme di esperienze piacevoli e gioiose finalizzate ad un armonioso sviluppo fisico , intellettivo e sociale del neonato e alla conquista della sua autonomia in acqua.

Le varie posizioni in particolare l'immersione contribuiscono ad aumentare l'affiatamento della diade  M-B.

La ridotta forza di gravità e galleggiamento permettono al bambino di muoversi a 360° in tutte le direzioni , cosa che consente lo sviluppo dell'apparato vestibolare e l'acquisizione di nuove sensazioni.


L'OPERATORE

La prima cosa che l'operatore deve fare è parlare con i genitori. Cercare di capire le motivazioni che li hanno spinti a frequentare quest' attività e che aspettative nutrono nei confronti dei loro bambini e dell'acquamotricità.

L'operatore dovrebbe avere l'accortezza di capire innanzitutto  che tipo di genitore ha di fronte e soprattutto spiegare e rassicurare.

Come seconda cosa da fare l' operatore deve osservare fin dalla prima seduta i comportamenti dei genitori e trovare per ciascuno il modo più indicato di comunicare, al fine di rendere più proficua possibile la relazione. E' importante osservare le relazioni tra bambini e genitori, le loro manifestazioni affettive, il modo di rapportarsi alle altre coppie e la valutazione delle capacità psicomotorie di ciascun bambino.

Deve porre attenzione alle esigenze e ai bisogni che i bambini manifestano durante l'attività, deve essere di supporto alla diade M-B . Man mano la relazione cresce e diventa più intensa, più diretta , fatta di comunicazione verbale e non verbale.

Per l'operatore di  acquaticità è importante spiegare sempre a cosa serve un determinato esercizio e collegamento  tra l'esercizio che si sta proponendo e le abilità che si intende sviluppare sottolineando la "bravura" e il piacere che il bambino mostra nell'eseguire un determinato esercizio.

La creazione di un ambiente in cui si respira fiducia, la mamma sa che si può fidare dell'operatore e di conseguenza trasmette questa fiducia al bambino.

Inoltre deve aiutare, sollecitare con proposte adeguate in grado di far evolvere qualunque situazione nella direzione voluta.

Per la buona riuscita dell'operato, l'operatore deve : accogliere, rispettare, essere disponibile  e coerente.

Un altro compito importante è quello di disporre con cura e competenza sia sul bordo vasca che in acqua il materiale ludico fisso e mobile al fine di favorire l'attività dei bambini. Questo materiale deve essere vario e adatto alle capacità dei bambini in relazione a diversi parametri: l'età, capacità psicomotorie , cognitive e affettive-relazionali.

Si deve preoccupare di condurre i componenti del gruppo ad una socializzazione soddisfacente in quanto una buona integrazione tra le diverse componenti aumenta la possibilità di raggiungimento degli obiettivi prefissati.  

Credo che la funzione più importante di un qualunque operatore che lavori a contatto con M-B sia il dialogo e la rassicurazione.

FINALITA' PER IL BAMBINO 

  • Stabilire una relazione e l'inizio di una collaborazione attraverso il gioco e l'attività con i bambini ed adulti.
  • Raggiungere un adeguato livello di autonomia che consenta al bambino di appropriarsi degli spazi a sua disposizione, prima con e poi senza la mediazione dell'adulto familiare.
  • Scoprire l'acqua attraverso il " piacere di fare "
  • Regalare ai bambini la possibilità di muoversi con naturalezza nell'ambiente acquatico
  • Usufruire di contesti di apprendimento, di gioco che arricchiscono quelli familiari
  • Utilizzare strutture ed ambienti adeguati
  • Essere accolto, rispettato, ascoltato e protetto nella sua peculiarità individuale.

FINALITA' PER I GENITORI

  • Incontrarsi con altri genitori con cui poter parlare e condividere esperienze.
  • Condividere momenti di gioco con i propri figli e con altri bambini , osservarli e conoscerli in situazioni e relazioni differenti.
  • Ricevere dall'operatore informazioni e spiegazioni pedagogiche e didattiche.


METODO

"Il gioco è la manifestazione più pura e spirituale del bambino e insieme il modello e l'immagine della complessa vita umana (FROEBEL)" .

Attraverso il gioco si guida il bambino e l'adulto che l'accompagna dal primo approccio con l'acqua dall'esplorazione, alla caccia, all'autonomia con i presidi di galleggiamento alle immersioni ed ai tuffi.

Devono essere rispettati i tempi ed il desiderio del bambino evitando così tutte le situazioni di tensione che influiscono negativamente sul rapporto con l'acqua e sul percorso psicofisico . Ci vuole un'ambiente  conforme alle modalità igienico-sanitarie. L'acqua deve essere adeguatamente riscaldata e gli spogliatoi attrezzati.

Poi è attraverso il gioco che il  bambino va alla scoperta del mondo circostante,che oltre a stimolare la sua fantasia , lo coinvolge in un rapporto concreto con l'ambiente, con gli oggetti e con le persone divenendo così un mezzo prezioso per la crescita della sua identità.

Winnicott D. cita questa frase "...Il gioco è esso stesso una terapia e lasciar giocare i bambini è una psicoterapia con applicazione immediata ed universale".

Sottolineo " Lasciar giocare......"

Perché, solo se il soggetto è lasciato libero di agire diventa creativo e capace di operare, quindi il gioco diventa lo strumento per rilevare la personalità altrui con i suoi bisogni e i suoi valori .

Tanto i giochi in acqua, quanto le sequenze di attività devono infatti rispondere ad un preciso modello di lavoro basato su un ambientamento graduale senza forzature.

Andare in acqua con mamma o papà  significa porsi tre scopi fondamentali:

  1. il raggiungimento dell'autonomia acquatica;
  2. l'instaurarsi di una relazione affettiva privilegiata tra bambino e genitore in un ‘ ambiente nuovo,quale l'acqua;
  3. lo sviluppo globale del bambino del bambino in funzione di stimoli che il genitore, l'operatore, l'ambiente acquatico e il materiale a disposizione sono in grado di fornirgli.

Per concludere, l'attività neonatale in acqua presenta diversi benefici : rilassa il bambino; è un' occasione di incontro, confronto e scambio per diade .

Concludo dicendo " PERCHE' L'ACQUAMOTRICITA' ?

Perché l'acqua con la sua densità e il suo calore , avvolge il corpo , lo sostiene, lo modella , lo massaggia come l'aria non fa, non può fare.

Perché creando una resistenza al movimento  e al gesto , permette al bambino di riflettere su schemi che percepisce fuori dall'automatismo e può rappresentare un rapporto di causalità immediata. Perché permette il recupero di una globalità di sensazioni.

Perché la leggerezza consentita dalla galleggiabilità permette di recuperare i piani percettivi impensabili altrove.

BIBLIOGRAFIA

-BOWLBY J. , Costruzione e rottura dei legami affettivi , ED R.CORTINA , 1982

-BOWLBY J. Attaccamento e perdita ,ED BORINGHIERI, 1982

-WINNICOTT D., Gioco e realtà , prefazione di  GADDINI R. ED ARMANDO,1993

-Ahr B In acqua con i nostri bambini. Corso di acquamotricità per neonati ED. SOLEVERDE,1992

-BROGLIO A. Acquaticità per la prima infanzia

-Manuale d'uso per operatori, educatori , genitori . ED.FRANCO ANGELI,2005

-APPUNTI del corso di acquamotricità neonatale a Roma, 12-05-07

SITI  INTERNET  CONSULTATI:

http://www.wikipedia.it/

http://www.psiconline.it/

http://www.psychomedia.it/

http://www.aiat.it/

Commenti (0)
Solo gli utenti registrati possono scrivere commenti!
 

Recensioni indipendenti

Sei qui: Home TESINE L'operatore e la diade Madre-Bambino

Sedi dei corsi


 

- PRENATALE                                     
LAZIO: Roma Heaven EUR
LOMBARDIA:  Castano Primo - MI
VENETO: Terme di Montegrotto - PD

- NEONATALE
LAZIO:  Roma- Oly Hotel
LOMBARDIA: Milano - Congressi Zumbini 6