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Il contatto corporeo nell'attività acquatica con i neonati

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Il contatto corporeo nell'attività acquatica con i neonati

Corso di formazione per acquamotricista neonatale 
 (14 Aprile 2007, Milano).

Angoli Christian

 

 

Introduzione:

In seguito alla giornata formativa sul tema acquamotricità neonatale tenuta a Milano, dopo un tirocinio con bambini dai 3 ai 9 mesi e un esperienza diretta vissuta con mio figlio ( attualmente di 20 mesi), ho deciso di incentrare il mio interesse e quindi l'argomento che avrei voluto sviluppare proprio a quella fascia di età, dove il bambino si ritrova a sperimentare un importante crescita psicomotoria.

Durante la giornata di formazione a Milano, ci sono state presentate due fasce di età e due modalità di agire nella fase di ambientamento che procede l'ingresso in acqua: La prima si occupa di bambini dai 0 ai 8 mesi e la seconda dai 8 ai 12 mesi.

Un buon ambientamento (inteso come quel momento iniziale in cui il bambino sperimenta spazi nuovi) deve essere considerato comunque un obiettivo molto importante sin dall'inizio. Gli spazi nuovi con i quali il bambino entra in contatto ed è circondato nell' "ambiente piscina" possono essere le prime fonti di agio/disagio e di conseguenza possono interferire con gli obiettivi futuri. Sono convinto che un buon ambientamento fuori dall'acqua può essere considerato un buon inizio a creare un rapporto di benessere e di fiducia tra il bambino la mamma (o il genitore) e l'acqua.

Come ho potuto verificare attraverso il mio iter formativo, si possono considerare alcune fonti che originano una forte forma di disagio nel bambino piccolo.

Si possono cosi elencare:

  • A) L'ambiente sconosciuto; Un ambiente ampio e con rumori e colori diversi da quelli che il bambino è abituato a vedere.
  • B) L'affollamento del luogo e la presenza di estranei; Gli altri possono essere adulti o bambini che stanno vivendo in quel momento un'esperienza simile.
  • C) Gli spazi ampi della piscina possono creare una sonorità acustica nuova e poco gradita al bambino. La stessa voce del genitore può modificarsi all'interno di questo spazio, creando un effetto "eco", oppure la voce stessa può mischiarsi con le altre.
  • D) Ritrovarsi in questo ambiente completamente privo di vestiti, quindi poco protetto dagli indumenti che contribuiscono a creare tra lui e il mondo circostante una sorta di barriera protettiva.
  • E) Il genitore stesso, che sta accompagnando il bambino a vivere questa nuova esperienza e quindi attraverso la postura, la voce, la mimica ecc.. trasmette al piccolo una situazione di ansia o di agitazione. Ci sono alcuni genitori che vogliono avvicinare il bambino piccolo all'acqua perché loro stessi non hanno avuto un'esperienza positiva da piccoli. Oppure genitori troppo sicuri che pretendono di far vivere al bambino fin da subito una forte esperienza senza rispettare i tempi del piccolo.
  • F) Altre forme di disagio possono comunque non rientrare nell'ambiente in cui si trova il bambino, ma possono essere già presenti o in atto da luoghi precedenti. Ad esempio il bambino che non viene soddisfatto perché ha fame o ha qualche dolore fisico ecc...

Da questa riflessione sulle cause che possono creare dei disagi al bambino in piscina, mi soffermo ad analizzare una proposta alternativa di ambientamento per bambini da 0 ai 9 mesi; come svilupperei questa proposta e il perché.

Il tema che attraverso questa tesi sviluppo,  è il contatto corporeo tra genitore e bambino (meglio ancora tra mamma e bambino) attraverso un semplice massaggio, come alternativa alla stimolazione data da piccoli giochino, da materassi o da semplici percorsi psicomotori.


1. Interazione , comunicazione e sviluppo tra bambino e adulto.

Fino agli anni sessanta si riteneva comunemente che il bambino appena nato avesse scarse o nulle capacità di comunicazione attiva con gli altri. Si pensava che il bambino fosse essenzialmente un recettore passivo di attenzione, e solo con le prime acquisizioni del linguaggio, a circa un anno di età la comunicazione potesse venir considerata come un importante aspetto di ulteriore sviluppo.

Tuttavia dagli inizi degli anni settanta, ricerche internazionali sullo sviluppo del bambino pongono un nuovo accento sull'importanza della comunicazione precoce nello sviluppo infantile. Tali ricerche mostrano che i neonati hanno un'istintiva ricettività per gli altri esseri umani, sono motivati alla comunicazione  e provano attivamente a comunicare con gli adulti.

Dal momento in cui nasce, il bambino riveste un ruolo attivo nello stabilire una relazione interpersonale con gli adulti dell'ambiente immediatamente circostante. Le ricerche mettono in rilievo che la base più importante per uno sviluppo completo del bambino è l'instaurarsi di un contatto positivo e reciproco con gli adulti. Non solo il linguaggio, ma  anche la crescita sociale, emozionale, fisica e intellettuale dipende da questo.

Lo sviluppo di una comunicazione positiva ed estesa dipende tuttavia dalla capacità del bambino e dell'adulto di sintonizzarsi sulla "lunghezza d'onda" dell'altro. La maggior parte dei genitori di bambini molto piccoli sa cosa significa questo: È questione di identificare e di reagire in maniera appropriata  ai segnali reciproci. Il risultato normalmente è un dialogo gradevole per entrambi, che si verifica e si sviluppa in situazioni piacevoli in cui vi sia un centro comune di interesse.

Dare da mangiare ad un bambino, cambiarlo, vestirlo e giocare, sono attività che si ripetono regolarmente. Diventano "rituali" in senso positivo, quando si conoscono le regole e l'incertezza è ridotta al minimo. In questi spazi di sicurezza e reciprocità, sia il genitore che il bambino possono imparare a rispondersi l'uno con l'altro. In circostanze normali, un bambino imparerà velocemente a identificare questi rituali e mostrerà chiare aspettative per i fatti che devono accadere. Aspettative chiare insieme alla sensazione di riconoscere gli eventi, danno al bambino una base dalla quale aprirsi maggiormente agli stimoli offerti dall'adulto che si prende cura di lui, affrontare i cambiamenti iniziative proprie nel dialogo interpersonale.

Ai primi stadi di vita, tuttavia, il linguaggio corporeo di un bambino molto piccolo è vago e intuitivo. Le reazioni sono spesso incostanti e dipendono dall'umore e dalle condizioni del bambino - se ha mangiato o è affamato se è completamente sveglio e soddisfatto o se è stanco riposato. Normalmente quando l'adulto e il bambino sono in intimità, imparano gradualmente a "leggere" il linguaggio corporeo dell'altro e ad adattarsi ai suoi ritmi e al suo andamento. Man mano che il bambino percepisce che le sue reazioni fisiche vengono riconosciute e ricevono una risposta, si sviluppa la consapevolezza corporea che consente una maggiore fiducia negli altri e una crescente apertura verso il mondo circostante.

Questo aumento di sicurezza in se stessi non è a senso unico, comunque. Anche chi si prende cura del bambino acquista più sicurezza nella propria capacità di comunicare con il bambino.


2. Contatto corporeo.

La pelle è il canale sensoriale più esteso che abbiamo. Le stimolazioni e le informazioni che riceviamo dal contatto fisico in generale, e dal tatto in particolare, sono essenziali per il nostro sviluppo. Il senso del tatto è il primo senso che acquistiamo e l'ultimo che perdiamo.

Di conseguenza le prime esperienze di contatto fisico del neonato influenzano fortemente il suo rapporto emozionale con il mondo circostante. Se il bambino si sente protetto e sicuro quando viene tenuto saldamente ma delicatamente contro un altro corpo caldo, ha buone possibilità di sviluppare un atteggiamento fiducioso verso il mondo esterno e verso se stesso.

La comunicazione iniziale tra bambino e adulto si basa su un coinvolgimento reciproco che si esprime inizialmente e prima di tutto attraverso il contatto corporeo. Si sviluppa un dialogo corporeo in cui ciascun partner da il proprio contributo in modo totale e incondizionato. Il bambino contribuisce lasciandosi completamente andare e confidando nelle proprie intuizioni, mentre l'adulto contribuisce con una totale dedizione emozionale verso il bambino, attraverso un uso attento dell'ampio repertorio del linguaggio corporeo.

Il coinvolgimento emozionale che si sviluppa nel contatto fisico iniziale è di fondamentale necessità per uno sviluppo ottimale delle relazioni umane di base e per un successivo uso della comunicazione- linguaggio del corpo, parole o simboli- per esprimere bisogni o per cambiare opinioni.

Tuttavia è importante notare che il contatto fisico comprende non solamente il contatto in se, ma spesso anche il movimento. Il modo in cui teniamo e muoviamo un bambino ci aiuta a stimolare e a indirizzare la sua attenzione. Il movimento dovuto al contatto corporeo suscita l'interesse del bambino ed è divertente per entrambi.

L'influenza che il contatto fisico e l'uso del tatto possono avere nello sviluppo infantile continua ad essere oggetto di numerose ricerche psicologiche.

Un'autrice scandinava (Lid S. in the beginning is the body 1978, Oslo) ha studiato le relazioni che intercorrono tra un buon contatto fisico durante la prima infanzia e lo sviluppo della sicurezza di sé, della fiducia e dell'abilità di stabilire dei limiti appropriati nella vita adulta.

Il bambino che fa esperienza dell'accettazione attraverso il contatto fisico sviluppa fiducia negli altri e in se stesso. Un'immagine di sé positiva fornisce al bambino una base  e uno stimolo per l'esplorazione del mondo.


3. Canali di espressione del linguaggio corporeo.

A volte i bambini reagiscono in modi che per noi sono difficili da comprendere. Tuttavia i bambini possono essere particolarmente sensibili a quello che comunichiamo attraverso:

-La voce: 

 Rappresenta un importante strumento attraverso il quale possiamo attirare e mantenere l'attenzione del nostro bambino. La qualità del suono che produciamo può contribuire a creare un'atmosfera di sicurezza, mentre orientiamo l'interesse del bambino verso quello che stiamo facendo assieme.

-Espressioni del viso:

Con i bambini molto piccoli, uno degli obiettivi più importanti è quello di catturare lo sguardo, iniziare e mantenere un contatto oculare. Il contatto oculare è un importante punto di partenza per lo sviluppo del dialogo iniziale. Il ruolo del genitore è quello di coinvolgere e guidare l'interesse del piccolo. Le nostre espressioni del viso perciò devono essere chiare e inequivocabili, mai esagerate o false.

-Movimento e posizione del corpo:

I nostri movimenti, le nostre posture, il modo in cui tocchiamo il bambino hanno conseguenze di cui spesso non siamo consapevoli. Contatto con l'altro corpo attraverso movimenti lenti e ritmici, può ridurre l'attenzione e portare il bambino in uno stato di profonda sicurezza e abbandono all'altro. Movimenti rapidi e irregolari possono stimolare.

-L'uso delle mani:

Le mani sono il nostro strumento principale di contatto. Prima di avvicinarsi al bambino dobbiamo sempre verificare che le nostre mani siano "invitanti". Togliere quindi grandi anelli o braccialetti e altri elementi che possono interferire nella comunicazione e attenzione.il modo in cui tocchiamo dovrebbe essere sicuro e preciso, non meccanico e distratto. Dobbiamo tentare di trasmettere fiducia e una sensazione di sicurezza che permetta al nostro bambino di sentirsi a suo agio rassicurato e protetto. Un  approccio troppo vago inoltre potrebbe causare l'effetto contrario, risultando vaghi e dispersivi e provocando ansia e tensione.

 

4. Come preparare e presentare il contatto corporeo ai genitori di bambini da 0 a 9 mesi prime dell'ingresso in acqua

In base a ciò che ho descritto sin ora bisogna quindi sottolineare quanto la ricerca psicologica ha dimostrato l'importanza del contatto corporeo tra il bambino e il genitore, però non bisogna trascurare che la nostra cultura e la nostra educazione, spesso ci insegna a trascurare il contatto fisico sin da una tenera età. Le relazioni all'interno della nostra cultura si basano principalmente su una "relazione/comunicazione a distanza", fondata sul linguaggio simbolico e sugli indizi visivi. Nella nostra cultura ci sono pochi rituali formali che soddisfano la necessità di contatto fisico.

Tuttavia in molte altre cultura, vari tipi di massaggio e di contatto fisico fanno naturalmente parte della comunicazione anche in età adulta. Ad esempio, Amelia Auckett nel suo libro sul massaggio per  bambini molto piccoli, descrive l'uso del massaggio in varie parti dell'Africa, del sud America, dell'estremo oriente e dell'ex-Unione Sovietica come primo contatto socio-culturale tra genitore  e bambino. Il dottore francese Frederick Leboyer, uno strenuo sostenitore del parto "dolce" in acqua, descrive e illustra come il massaggio sia usato con bambini e adolescenti nell'India del sud. Comune a queste culture e il fatto che il contatto fisico esiste tra due persone come rituale nell'ambito di un eredità culturale, ed è compreso nelle tradizioni che vengono tramandate di generazione in generazione.

Il corpo umano ha quindi una tipografia esogena e una tipografia "socio-culturale". I molteplici contatti che si possono stabilire tra due corpi prendono cosi significati diversi e costituiscono una specie di gerarchia nella ricerca ed accettazione d'una comunicazione più o meno stretta, più o meno profonda, più o meno affettiva.

Questa parte introduttiva quindi per indicare che nel momento in cui propongo ai genitori di mettersi in relazione con i loro piccoli attraverso il contatto corporeo non necessariamente questi debbono essere dei bravi massaggiatori.

Le possibilità di contatto possono essere molteplici però indico alcuni esempi più significativi:

  • il contatto mani-mani, può essere rassicurante, è realmente o simbolicamente la mano del padre o della madre che tiene quella del bambino. Chiuso e prolungato può essere l'espressione di una richiesta affettiva intensa o la risposta rassicurante a tale richiesta. Leggero e fluido può stimolare il tatto e la sensibilità.
  • Il contatto dei mani-piedi, è generalmente molto distante. Poco coinvolgente, esprime spesso un approccio molto prudente e assai inibito al corpo dell'altro.
  • Il contatto mani-corpo. Si prestano a molteplici situazioni. Dall'esplorazione al possesso. Il tipo di contatto da proporre con più frequenza, perché permette di poter esplorare il piccolo e di metterlo nella situazione più naturale alla rassicurazione. Il contatto deve avvenire sia nella posizione prona che supina, e deve coinvolgere il piccolo in tutta la sua globalità corporea. Nel proporre un massaggio mano corpo si può dire ai genitori di poter utilizzare un olio profumato, magari quello che utilizzano anche a casa dopo il bagnetto. L'olio viene normalmente utilizzato per lubrificare la pelle e quindi facilitare i movimenti. L'uso dell'olio può anche aggiungere una forma di benessere rassicurando il bambino, in quanto lo stesso olio e lo stesso profumo lo ha gia sperimentato in una situazione più famigliare (ad esempio a casa).

L'ambientamento iniziale prima della discesa in acqua quindi la posso organizzare e strutturare attraverso tre passaggi ben definiti:

  1. Durante il rituale iniziale dei saluti, propongo ai genitori dei bambini di coricare i loro piccoli a terra, magari sopra ad un materassino morbido oppure sopra all'accappatoio della mamma o del papà in modo che anche l'odore del genitore possa aiutare a rassicurare il piccolo.
  2. Propongo ai genitori di cominciare a fare un massaggio ai loro piccoli, partendo inizialmente dalla posizione prona cosi che oltre al massaggio si può garantire il contatto oculare e la rassicurazione verbale del genitore. Il contatto delle mani dev'essere una semplice esplorazione del corpo del piccolo, partendo dalla pancia e arrivando verso le estremità del corpo, mano, piedi e faccia. In un secondo momento posso proporre ai genitori un massaggio in posizione supina del bambino, questo solo quando il bambino ha già cominciato a prendere confidenza con l'ambiente. In questo passaggio si perde il contatto oculo-visivo tra il genitore e il bambino, si garantisce comunque quello verbale. Questo nuova posizione per il bambino può anche essere un buono stimolo a sperimentare nuove posture. Richiamato ad esempio dalla voce del genitore può cominciare a spostare la testa o a sollevarsi con i gomiti.
  3. Nel moneto in cui il bambino ha gia sperimentato l'ambiente in cui si trova, dico ai genitori di partire con un contatto corporeo come quelli precedenti, poi successivamente, propongo loro di effettuare un massaggio più tonico magari aiutandosi attraverso la mobilizzazione degli arti. Quindi inizialmente un massaggio più "forte" dove il bambino sperimenta sempre la posizione prona e poi supina, successivamente effettuo dei massaggi creando piccoli cerchi attorno alla gamba, al braccio o alla testa e di conseguenza mobilizzo l'arto del piccolo.

L'esecuzione del massaggio deve comunque avvenire in modo simmetrico cioè da ambedue le parti, a destra a sinistra e contemporaneamente. Se si massaggia solo una parte del corpo si può creare una sorta di disequilibrio percettivo, dovuta al fatto che mentre si avverte una sensazione di vita e di leggerezza in un arto, l'altro risulta essere più pesante. La conseguenza e di qualcosa di non finito, di incompiuto. Eseguire un contatto corporeo da entrambi i lati, aiuta il bambino a imparare a riconoscere i suoi segmenti corporei e la sua lateralità.

Il tocco può inizialmente essere lievissimo, aumentando di volta in volta la pressione. Accarezzare o massaggiare ogni parte del corpo due o più volte, usando la punta delle dita, e la palma della mano a seconda delle dimensioni dell'area che si va a toccare.


5. Conclusioni.

Ogni genitore madre o padre che sia, benché rappresenti per il loro figlio un ruolo decisamente differente, nel momento in cui si ritrovano di fronte al proprio piccolo, sono spinti da un forte senso di protezione. A volte far partecipare i propri bambini a corsi di acquamotricità, può stimolare una sorta di sensazioni ed emozioni differenti. Tutto il bagaglio emozionale che si viene a creare può arricchire la relazione tra il genitore e il bambino.

Sono certo che l'utilizzo dello strumento del massaggio e un superamento delle barriere che riguardano il contatto corporeo, possono essere un ottimo ausilio per migliorare la relazione tra genitore e bambino.

 Il bambino che si ritrova a vivere una situazione di benessere attraverso il piacere prodotto dal contatto corporeo con il genitore, viene rassicurato adeguatamente per poter sperimentare l'ambiente "acqua" senza subire preoccupazioni, ansia o stress. Se la coppia sta bene ed è in sintonia prima dell'esperienza in acqua, si ritroverà a vivere la stessa sensazione di benessere anche dopo.

Quindi, spero che il tema che ho voluto sviluppare attraverso il contatto corporeo come ambientamento pre-inserimento in acqua, possa essere un'utile pratica ad avvicinare sempre di più il genitore e il bambino in questo bel percorso. Il massaggio e il contatto corporeo possono essere un buon aiuto a migliorare la comunicazione e a creare una sorta di benessere a tutti gli elementi (genitore-bambino-assistente) che partecipano all'attività.

 

Riferimenti bibliografici.

  • - Knill Christopher , Touch & communication, Erickson, 1992
  • - Lid S., in the beginning is the body, Pax, 1978
  • - Amelia Auckett, massaggio per i vostri bambini, Como Red, 1982
  • - Leboyer Fredrick, il libro dei massaggi, Milano Mondatori, 1986
  • - A.Lapierre-B. Aucouturier, il corpo è l'inconscio, Roma Armando Ed,1982
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